Lingue e dialetti del mondo
 

Germans know where they're going

ADPUF 16 Gen 2017 23:40
Wolfgang 17 Gen 2017 10:59
Lunedì 16 gennaio 2017 alle 23:40:39 +0100 ADPUF ha scritto:
>
> How the language you speak changes your view of the world
>
>
http://theconversation.com/how-the-language-you-speak-changes-your-view-of-the-world-40721
> http://tinyurl.com/k2txpjf
> http://preview.tinyurl.com/k2txpjf

Ho provato tutt'e tre i link, arrivando sempre alla stessa pagina web.

Nell'articolo si trova una foto che rappresenta una donna che,
portando una cartella, cammina a passi piuttosto accelerati dietro
due auto parcheggiate. Secondo quanto dice il testo, per i
germanofoni va alla sua macchina mentre per gli anglofoni va a spasso.

Devo confessare di essere un tipico tedesco perché l'ipotesi della
passeggiata mi sembra poco verosimile. Da noi, facendo una
passeggiata, non si porta una cartella e si cammina piuttosto
lentamente; in Inghilterra dev'essere differente. In nessun paese
dell'Europa mi sono sentito tanto estraneo quanto nel Regno Unito.

Sarei curioso di sapere i pareri degli italofoni.

Ciao,
Wolf*****
ADPUF 18 Gen 2017 22:15
Wolf***** 10:59, martedì 17 gennaio 2017:

> Lunedì 16 gennaio 2017 alle 23:40:39 +0100 ADPUF ha scritto:
>>
>> How the language you speak changes your view of the world
>>
>>
http://theconversation.com/how-the-language-you-speak-changes-your-view-of-the-world-40721
>> http://tinyurl.com/k2txpjf
>> http://preview.tinyurl.com/k2txpjf
>
> Ho provato tutt'e tre i link, arrivando sempre alla stessa
> pagina web.


Infatti tinyurl è un sito per abbreviare i link lunghi che
strabordano le righe e vanno a capo.


> Nell'articolo si trova una foto che rappresenta una donna
> che, portando una cartella, cammina a passi piuttosto
> accelerati dietro due auto parcheggiate. Secondo quanto dice
> il testo, per i germanofoni va alla sua macchina mentre per
> gli anglofoni va a spasso.
>
> Devo confessare di essere un tipico tedesco perché l'ipotesi
> della passeggiata mi sembra poco verosimile. Da noi, facendo
> una passeggiata, non si porta una cartella e si cammina
> piuttosto lentamente; in Inghilterra dev'essere differente.
> In nessun paese dell'Europa mi sono sentito tanto estraneo
> quanto nel Regno Unito.
>
> Sarei curioso di sapere i pareri degli italofoni.


Non saprei, gli italiani sono considerati gente fantasiosa e
intuitiva... forse direbbero anche il colore dalla sua
macchina...

Ma lì si parlava dell'influenza che una ******* ha sul modo di
pensare.

L'assenza del presente progressivo in tedesco (o la presenza in
inglese) a cosa è dovuta?

In italiano si usa (meno che in inglese) la forma "stare +
verbo al gerun*****":
"sto mangiando" ecc.

Ma dubito che un italiano la userebbe per la foto della donna,
a meno che non sia uno privo di immaginazione come me.

O meglio, direi "vedo una donna che cammina".

(Come test di Rohrschach vorrà dire qualcosa?)

In tedesco si potrebbe dire
"Ich sehe eine laufende/gehende Frau."?


--
AIOE °¿°
Wolfgang 18 Gen 2017 23:31
Mercoledì 18 gennaio 2017 alle 22:15:43 +0100 ADPUF ha scritto:
> [...]
> Ma lì si parlava dell'influenza che una ******* ha sul
> modo di pensare.
>
> L'assenza del presente progressivo in tedesco (o la
> presenza in inglese) a cosa è dovuta?

Probabilmente la presenza in inglese è dovuta alla maggior ricchezza
di desinenze personali del verbo «be» nei confronti con altri verbi.

> In italiano si usa (meno che in inglese) la forma "stare +
> verbo al gerun*****": "sto mangiando" ecc.
>
> Ma dubito che un italiano la userebbe per la foto della donna,
> a meno che non sia uno privo di immaginazione come me.

In italiano questa forma è molto meno usata che in inglese.

> O meglio, direi "vedo una donna che cammina".
>
> (Come test di Rohrschach vorrà dire qualcosa?)

(Non ci credo. La psicologia non ha finora raggiunto il livello
delle scienze naturali moderne. Si trova ancora a un livello magico
e speculativo - una specie di esoterismo. Ma non lo dire a uno
psicologo, mi raccomando!)

> In tedesco si potrebbe dire
> "Ich sehe eine laufende/gehende Frau."?

Si potrebbe, sì. Ma la maggior parte dei tedeschi sostituirà il
participio presente con un infinito: «Ich sehe eine Frau
laufen/gehen.» Questo costrutto, detto da noi a.c.i. (accusativo *******
infinitivo) esiste anche in italiano: «Vedo una donna camminare.»

Come si dice l'a.c.i. in italiano?

Ciao,
Wolf*****
Giovanni Drogo 19 Gen 2017 10:38
On Tue, 17 Jan 2017, Wolf***** wrote:

>> http: //tinyurl.com/k2txpjf

> Nell'articolo si trova una foto che rappresenta una donna che,
> portando una cartella, cammina a passi piuttosto accelerati dietro due
> auto parcheggiate. Secondo quanto dice il testo, per i germanofoni va
> alla sua macchina mentre per gli anglofoni va a spasso.

Ho dato una rapidissima occhiata per pura curiosita'. Non credo che il
testo dicendo "a woman is walking" intenda che passeggi, ma
semplicemente "una donna che cammina"

> Sarei curioso di sapere i pareri degli italofoni.

Sicuramente non direi che passeggi ma come detto sopra non credo sia
questo il punto del testo, ma dire se "cammina" e basta, o fare una
inferenza su cosa stia facendo e dove stia andando.

Ora secondo me dato che: 1) cammina in mezzo alla strada vicino a
macchine parcheggiate 2) ha una borsa "da ufficio" 3) e' vestita "da
ufficio" ... la signora o sta uscendo dall'ufficio per andare a prendere
la sua macchina o e' arrivata con la sua macchina e sta andando in
ufficio

> In nessun paese dell'Europa mi sono sentito tanto estraneo quanto nel
> Regno Unito.

provato la ******* ?
Wolfgang 19 Gen 2017 12:18
Giovedì 19 gennaio 2017 alle 10:38:48 +0100 Giovanni Drogo scrive:
>
> On Tue, 17 Jan 2017, Wolf***** wrote:
>> [...]
>> In nessun paese dell'Europa mi sono sentito tanto
>> estraneo quanto nel Regno Unito.
>
> provato la ******* ?

No, per carità, e non ne ho intenzione!

E tu, la conosci un po'?

Ciao,
Wolf*****
ADPUF 21 Gen 2017 23:46
Wolf***** 23:31, mercoledì 18 gennaio 2017:
> Mercoledì 18 gennaio 2017 alle 22:15:43 +0100 ADPUF ha
>>
>> Ma lì si parlava dell'influenza che una ******* ha sul
>> modo di pensare.


Proprio oggi ne hanno parlato "di sguincio" ("en passant") alla
ra*****, parlavano di Tolkien ed è venuta fuori
l'ipotesi "Sapir-Whorf".
(ne avevo letto qualcosa su WP tempo fa, e anche anni fa su un
testo di Franz Boas)


>> L'assenza del presente progressivo in tedesco (o la
>> presenza in inglese) a cosa è dovuta?
>
> Probabilmente la presenza in inglese è dovuta alla maggior
> ricchezza di desinenze personali del verbo «be» nei confronti
> con altri verbi.
>
>> In italiano si usa (meno che in inglese) la forma "stare +
>> verbo al gerun*****": "sto mangiando" ecc.
>>
>> Ma dubito che un italiano la userebbe per la foto della
>> donna, a meno che non sia uno privo di immaginazione come
>> me.
>
> In italiano questa forma è molto meno usata che in inglese.


Ora che ci ripenso noto che l'italiano ha due modi
verbali "paralleli": participio presente e gerun*****, che in
inglese sono un modo solo (-ing, e anche in tedesco se non
erro -end).


>> O meglio, direi "vedo una donna che cammina".
>>
>> (Come test di Rohrschach vorrà dire qualcosa?)
>
> (Non ci credo. La psicologia non ha finora raggiunto il
> livello delle scienze naturali moderne.


Beh ne è ben lontana e del resto gli psicologi ne sono
consapevoli e nemmeno ci provano a spacciarsi per scienziati.

Casomai sono gli psichiatri che tentano di risolvere certi
problemi sparacchiando psicofarmaci quasi a caso.

Le neuroscienze tuttavia sono in grande auge (anche troppo,
come succede alle scienze nuove) grazie ai nuovi istrumenti di
rivelazione (specialmente la risponanza magnetica funzionale,
mi pare che si chiami così).


> Si trova ancora a un livello magico e speculativo - una
> specie di esoterismo. Ma non lo dire a uno psicologo, mi
> raccomando!)


Una volta ci andai per consiglio del medico, ma dopo qualche
visita non sapevo più che cosa dirgli...


>> In tedesco si potrebbe dire
>> "Ich sehe eine laufende/gehende Frau."?
>
> Si potrebbe, sì. Ma la maggior parte dei tedeschi sostituirà
> il participio presente con un infinito: «Ich sehe eine Frau
> laufen/gehen.» Questo costrutto, detto da noi a.c.i.
> (accusativo ******* infinitivo) esiste anche in italiano: «Vedo
> una donna camminare.»
>
> Come si dice l'a.c.i. in italiano?


Qui ci vorrebbe un grammatico.
Non lo so.
(ma in latino forse sarebbe "ACCVSATIVVM CVM INFINITVM"?)


--
AIOE °¿°
ADPUF 21 Gen 2017 23:50
Wolf***** 12:18, giovedì 19 gennaio 2017:
> Giovedì 19 gennaio 2017 alle 10:38:48 +0100 Giovanni Drogo
>> On Tue, 17 Jan 2017, Wolf***** wrote:
>>> [...]
>>> In nessun paese dell'Europa mi sono sentito tanto
>>> estraneo quanto nel Regno Unito.
>>
>> provato la ******* ?
>
> No, per carità, e non ne ho intenzione!
>
> E tu, la conosci un po'?


Dato che Giovanni non ti risponde, io mi ricordo che ha
studiato il russo e che ha conosciuto colleghi (astrofisici)
russi.
Non ricordo se ci è stato, ma ogni tanto ci racconta di suoi
viaggi qua e là, sempre col treno!


--
AIOE °¿°
Giovanni Drogo 23 Gen 2017 17:22
On Thu, 19 Jan 2017, Wolf***** wrote:

>> provato la ******* ?
> E tu, la conosci un po'?

nel 1979 e poi due volte negli anni '90 ... una volta era ancora URSS e
poi quando era appena diventata CSI

... comunque forse mi ero trovato piu' sperduto all'aeroporto di
Baltimore che a quello di Mosca
Giovanni Drogo 23 Gen 2017 17:25
On Sat, 21 Jan 2017, ADPUF wrote:

> Non ricordo se ci è stato, ma ogni tanto ci racconta di suoi
> viaggi qua e là, sempre col treno!

Ho viaggiato (una sola volta, due viaggi) col treno IN ******* ma mai PER
la ******* Se volete un viaggio epico (non mio) consultate
http://vienna-pyongyang.blogspot.it/
JaWo 24 Gen 2017 08:45
Am 23.01.2017 um 17:22 schrieb Giovanni Drogo:
> On Thu, 19 Jan 2017, Wolf***** wrote:
>
>>> provato la ******* ?
>> E tu, la conosci un po'?
>
> nel 1979 e poi due volte negli anni '90 ... una volta era ancora URSS e
> poi quando era appena diventata CSI
>
> ... comunque forse mi ero trovato piu' sperduto all'aeroporto di
> Baltimore che a quello di *******

... negli anni '70 cinque volte,
ogni anno una o due volte negli anni '80 - '10,
e dopo che la suocera fu morta due volte per vendere l'appartamento...



JaWo
ADPUF 28 Gen 2017 01:22
Wolf***** 00:37, domenica 22 gennaio 2017:

> Del resto ritengo «presente progressivo» una denominazione
> ingannevole e fuorviante, come se il costrutto esistesse solo
> al presente. Ma si usa anche al passato e al futuro (I was
> working. I will be working).
> Preferirei usare «perifrasi progressiva», come nella
> grammatica italiana.


Avrebbe senso l'aggettivo "durativo" al posto di "progressivo"?
Oppure "perdurante"... (andauernd, anhaltend)

Mah, "progressivo" implica anche un cambiamento; "perdurante"
implica solo che non termina.

Tanto per complicare le cose semplici:
"I was walking" è progressivo (unless I was walking
backwards...) mentre "I was sitting" è perdurante. :-)

Ma qui entra forse troppo la semantica.

Lascio volentieri ai grammatici l'onere di classificare, io mi
limito a prenderne atto.


--
AIOE °¿°
Wolfgang 28 Gen 2017 13:49
Sabato 28 gennaio 2017 all'1:22:26 +0100 ADPUF ha scritto:
>
> Wolf***** 00:37, domenica 22 gennaio 2017:
>>
>> Del resto ritengo «presente progressivo» una denominazione
>> ingannevole e fuorviante, come se il costrutto esistesse solo
>> al presente. Ma si usa anche al passato e al futuro (I was
>> working. I will be working).
>> Preferirei usare «perifrasi progressiva», come nella
>> grammatica italiana.
>
> Avrebbe senso l'aggettivo "durativo" al posto di "progressivo"?
> Oppure "perdurante"... (andauernd, anhaltend)

Già. Ma visto che sia l'inglese «progressive form» sia l'italiano
«perifrasi progressiva» sono denominazioni ormai diventate fisse,
scelte magari infelicemente, ma sempre fisse e affermate, mi sembra
oziosa una discussione sulla loro adeguatezza. Ci piacciano o meno,
non ci resta che accettarle.

(Quando non c'è scelta, noi tedeschi diciamo: «Friss, Vogel, oder
stirb!» ['Mangia, ******* o muori!']. Un po' rozza, l'espressione,
ma chiara.)

Ciao,
Wolf*****
ADPUF 31 Gen 2017 21:01
Wolf***** 13:49, sabato 28 gennaio 2017:
> Sabato 28 gennaio 2017 all'1:22:26 +0100 ADPUF ha scritto:
>> Wolf***** 00:37, domenica 22 gennaio 2017:
>>>
>>> Del resto ritengo «presente progressivo» una denominazione
>>> ingannevole e fuorviante, come se il costrutto esistesse
>>> solo al presente. Ma si usa anche al passato e al futuro (I
>>> was working. I will be working).
>>> Preferirei usare «perifrasi progressiva», come nella
>>> grammatica italiana.
>>
>>
>> Avrebbe senso l'aggettivo "durativo" al posto di
>> "progressivo"? Oppure "perdurante"... (andauernd, anhaltend)
>
>
> Già. Ma visto che sia l'inglese «progressive form» sia
> l'italiano «perifrasi progressiva» sono denominazioni ormai
> diventate fisse, scelte magari infelicemente, ma sempre fisse
> e affermate, mi sembra oziosa una discussione sulla loro
> adeguatezza. Ci piacciano o meno, non ci resta che
> accettarle.
>
> (Quando non c'è scelta, noi tedeschi diciamo: «Friss, Vogel,
> oder stirb!» ['Mangia, ******* o muori!']. Un po' rozza,
> l'espressione, ma chiara.)


E noi diciamo "o mangi questa minestra o salti da questa
finestra."

In friulano c'è un modo di dire un po' diverso, sempre in rima:
"te bisugne, si scugne"
(quando occorre, si deve)

Un famoso poeta friulano, anzi carnico (emigrato in Isvizzera)
scrisse una raccolta proprio dedicata all'emigrazione,
intitolata
"Libers di scugnî lâ."
(Liberi di dover andare)
https://fur.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Zanier

(nel mio friulano sarebbe "lìbars" ma lui è carnico)

Un altro poeta friulano quasi omonimo, don Domenico Zanier, è
mancato pochi giorni or sono.

Comunque il cognome Zanier mi pare d'origine veneta.
Di solito lo si pronuncia Zànier ma credo che si dovrebbe dire
Zanièr.


--
AIOE °¿°
JaWo 1 Feb 2017 08:16
ADPUF ha scritto:
> ...
> In friulano c'è un modo di dire un po' diverso, sempre in rima:
> "te bisugne, si scugne"
> (quando occorre, si deve)
>
> Un famoso poeta friulano, anzi carnico (emigrato in Isvizzera)
> scrisse una raccolta proprio dedicata all'emigrazione,
> intitolata
> "Libers di scugnî lâ."
> (Liberi di dover andare)



Per fortuna ho trovato un dizionario friulano-italiano su
http://www.friul.net/dizionario_nazzi/

Ma esiste anche un diz. etimologico friulano?


--
lo cercavo a causa di scugnî
Bruno Van Dyck 2 Feb 2017 10:13
mercoledì 01/02/2017 08:16:52 JaWo in <o6s216$pc1$2@gioia.aioe.org>
scrisse :

> Ma esiste anche un diz. etimologico friulano?

http://www.pengio.com/ :o)

--
#201815
JaWo 3 Feb 2017 04:43
Am 02.02.2017 um 10:13 schrieb Bruno Van Dyck:
> mercoledì 01/02/2017 08:16:52 JaWo in <o6s216$pc1$2@gioia.aioe.org>
> scrisse :
>
>> Ma esiste anche un diz. etimologico friulano?
>
> http://www.pengio.com/ :o)
>



Grazie.

Ma purtroppo non è un diz. _etimologico_ .
Buona giornata e ciao,
Wo.
ADPUF 4 Feb 2017 20:29
JaWo 08:16, mercoledì 1 febbraio 2017:
> ADPUF ha scritto:
>> ...
>> In friulano c'è un modo di dire un po' diverso, sempre in
>> rima: "te bisugne, si scugne"
>> (quando occorre, si deve)
>>
>> Un famoso poeta friulano, anzi carnico (emigrato in
>> Isvizzera) scrisse una raccolta proprio dedicata
>> all'emigrazione, intitolata
>> "Libers di scugnî lâ."
>> (Liberi di dover andare)
>
>
> Per fortuna ho trovato un dizionario friulano-italiano su
> http://www.friul.net/dizionario_nazzi/
>
> Ma esiste anche un diz. etimologico friulano?


Che io sappia, no.

Io ho (su carta) il nuovo Pirona e il più recente Faggin,
ognuno con la sua propria peculiare grafia.


--
AIOE °¿°

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