Lingue e dialetti del mondo
 

testo su comunicazioni non derivate dal linguaggio

multivac85@gmail.com 30 Mag 2015 18:37
Salve, volevo sapere se qualcuno di voi conosce un testo di linguistica che
distingue ogni tipo di comunicazione non derivata dal linguaggio parlato. Penso
non solo al linguaggio dei gesti come muovere la mano per salutare o scuotere il
capo per dire no, ma penso anche alle forme di linguaggio elaborate da persone
sorde o sorde e cieche, nonché alle varie forme di linguaggi sonori e visivi
come i "pittogrammi" a condizione che non siano dipendenti da un'altra forma
particolare di linguaggio (ad esempio mi risulta che il sistema degli ideogrammi
cinesi sia strettamente legato alla ******* cinese).

Volevo sapere peraltro se c'è una classificazione di questi tipi di
comunicazione. Volevo sapere poi se qualche stu*****so ha fatto distinzione tra
le comunicazioni gestuali legate a convenzioni e altre che sembrano se non
innate in qualche modo "spontanee": ad esempio avevo letto da qualche parte che
studi su bambini ciechi dalla nascita hanno mostrato che espressioni come il
sorriso non sono apprese dall'esperienza e sono dunque segni di tipo ben
distinto da quelli come i saluti (mentre non saprei dire se comportamenti come
un "Ahi!" gridato da una persona a cui cade un oggetto pesante su un piede sia
una comunicazione in senso stretto).

Ciao.
ADPUF 1 Giu 2015 00:28
multivac85@gmail.com 18:37, sabato 30 maggio 2015:

> Salve, volevo sapere se qualcuno di voi conosce un testo di
> linguistica che distingue ogni tipo di comunicazione non
> derivata dal linguaggio parlato. Penso non solo al linguaggio
> dei gesti come muovere la mano per salutare o scuotere il
> capo per dire no, ma penso anche alle forme di linguaggio
> elaborate da persone sorde o sorde e cieche, nonché alle
> varie forme di linguaggi sonori e visivi come i "pittogrammi"
> a condizione che non siano dipendenti da un'altra forma
> particolare di linguaggio (ad esempio mi risulta che il
> sistema degli ideogrammi cinesi sia strettamente legato alla
> ******* cinese).


Tanti anni fa comprai nei remainders o per posta un testo
(degli anni Settanta credo) di un autore americano che (negli
anni Trenta) confrontava la differente gestualità degli
immigrati italiani e di quelli ebrei a Nuova York.

A dire il vero lo sfogliai ma è ancora lì che aspetta di essere
letto...

Forse lo trovi di seconda mano o in biblioteca:
http://www.maremagnum.com/libri-antichi/gesto-razza-e-cultura-indagine-preliminare-su-alcuni-aspetti/118477076
http://www.anobii.com/books/Gesto,_razza_e_cultura/010d6b9dd5bb61f865

(la parola "razza" nel titolo indica che è assai datato)

Ci sono anche tante figure esplicative.



> Volevo sapere peraltro se c'è una classificazione di questi
> tipi di comunicazione. Volevo sapere poi se qualche stu*****so
> ha fatto distinzione tra le comunicazioni gestuali legate a
> convenzioni e altre che sembrano se non innate in qualche
> modo "spontanee": ad esempio avevo letto da qualche parte che
> studi su bambini ciechi dalla nascita hanno mostrato che
> espressioni come il sorriso non sono apprese dall'esperienza
> e sono dunque segni di tipo ben distinto da quelli come i
> saluti (mentre non saprei dire se comportamenti come un
> "Ahi!" gridato da una persona a cui cade un oggetto pesante
> su un piede sia una comunicazione in senso stretto).


Mi pare che ci fosse qualcosa in un libro di Eibl-Eisenfeld (?)
che mi passò tra le mani.

http://de.wikipedia.org/wiki/Irenäus_Eibl-Eibesfeldt
http://it.wikipedia.org/wiki/Irenäus_Eibl-Eibesfeldt
(etologo)



--
AIOE ³¿³

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